Associazione professionale

La prima associazione dei consulenti assicurativi indipendenti italiani.

Riuniamo gli intermediari iscritti al RUI in sezione A, B o E che mettono la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo.

Perché esistiamo

Esiste in Italia un modo di lavorare che parte dall'analisi dei rischi del cliente e arriva alla copertura assicurativa solo quando è la risposta giusta. Oggi chi lavora così non ha ancora una professione riconosciuta. APCAI nasce per costruire questo riconoscimento, attraverso l'impegno costante e la pazienza che la costruzione di una professione comporta.

Chi si associa contribuisce a costruire le regole e il metodo di questa professione.

Associarsi

L'associazione

APCAI nasce dall'incontro di un gruppo di intermediari assicurativi italiani che condividono un modo di lavorare e oggi non vedono ancora riconosciuta la loro professione.

Missione

APCAI ha per scopo la regolamentazione, la tutela e lo sviluppo della professione di consulente assicurativo indipendente, e la diffusione presso il pubblico della conoscenza di questa professione e del suo ruolo. Lavoriamo perché chi mette la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo abbia un'identità riconosciuta nel mercato italiano, criteri di accesso comuni e una voce collettiva di fronte alle istituzioni, alle compagnie e ai clienti.

Visione

Vogliamo che nel mercato assicurativo italiano il consulente assicurativo indipendente sia una figura riconosciuta. Una persona che un cliente possa cercare, che un commercialista possa indicare, che le istituzioni possano interpellare quando si parla di rischio e di protezione. Negli anni, vogliamo che la legge italiana riconosca la consulenza assicurativa indipendente come una professione, con una definizione precisa di indipendenza e con la possibilità di lavorare a parcella per chi sceglie di farlo.

Cosa non è APCAI

  • Non è un sindacato di categoria e non si occupa di rappresentanza contrattuale.
  • Non è una scuola di formazione e non vende corsi né certificazioni.
  • Non è una società commerciale: si finanzia esclusivamente con le quote dei propri associati e non riceve compensi da compagnie, fornitori o partner.
  • Non rappresenta una categoria del RUI, ma riunisce intermediari di sezione A, B o E che condividono un modo di lavorare.
  • Non è una rete commerciale: gli associati conservano piena indipendenza commerciale.

Come lavoriamo

Lavoriamo come si sono costruite altre professioni prima di noi: prima le regole condivise e il metodo, poi, con pazienza, il riconoscimento da parte della legge. È un lavoro lento. Le linee guida e i criteri di accesso ci sono già; il riconoscimento richiederà ancora anni di lavoro.

Consiglio direttivo

  • Alessandro d'AnielloPresidente
  • Michael VendeminiVicepresidente
  • Edoardo TittiTesoriere
  • Filippo FischiettiConsigliere

Le posizioni dell'associazione sono spiegate nel manifesto.

Il manifesto

Il manifesto

Perché siamo nati e i valori cardine della nostra azione.

In Italia chi si rivolge a un intermediario assicurativo quasi sempre si sente proporre una copertura, senza che nessuno abbia prima studiato quali rischi corre. Partire dai suoi rischi, per capirli e decidere come gestirli, è raro. La legge distingue la consulenza dalla semplice vendita, ma nel mercato quasi nessuno fa davvero consulenza.

Una famiglia che vuole proteggere il proprio patrimonio e un imprenditore che valuta come trasferire il rischio della propria azienda hanno bisogno di un interlocutore che parta dalla loro situazione, prima ancora che dal prodotto da collocare. Hanno bisogno di un'analisi seria del proprio profilo di esposizione, e di sapere che chi siede dall'altra parte del tavolo lavora nel loro interesse, non in quello della compagnia con cui ha il mandato.

Oggi in Italia chi lavora in questo modo non ha una professione riconosciuta. Ci sono gli agenti, i broker, i subagenti, ma non esiste una categoria, e nemmeno un nome, per chi parte dall'analisi dei rischi del cliente e arriva a una copertura assicurativa solo quando è la risposta giusta. APCAI nasce per costruire questa categoria.

Le posizioni dell'associazione

Il rischio prima del prodotto

Una consulenza assicurativa seria comincia dall'analisi dei rischi e dalla loro misura. La copertura assicurativa arriva dopo, e solo quando è la risposta più efficiente. Gestire un rischio può significare eliminarlo, ridurlo, trasferirlo o assumerlo consapevolmente. L'assicurazione è uno strumento fra altri, mai un punto fisso di partenza o di arrivo.

Indipendenza nei fatti

L'indipendenza che conta è un fatto di comportamento, non una forma giuridica. Si vede quando un'analisi porta a sconsigliare una copertura, a ridurla o a dire al cliente che è già coperto. È questa indipendenza che l'associazione si impegna a riconoscere e a verificare nei propri associati.

Cultura del rischio

La gestione del rischio è una disciplina con una propria metodologia, applicabile a famiglie, imprenditori, piccole e medie imprese, studi professionali, condomini, enti e categorie. Diffondere questa cultura significa restituire alle persone gli strumenti per capire prima ancora di decidere.

Aggregazione fra pari

I professionisti che condividono questo modo di lavorare non sono in concorrenza fra loro. Oggi sono spesso isolati, ognuno costruisce da solo il proprio metodo e i propri strumenti. L'associazione esiste per metterli in dialogo, condividere metodi, casi, fornitori, formazione.

Selezione e responsabilità

Si entra in base a criteri pubblici, scritti, uguali per tutti. La quota non basta. Chi entra porta qualcosa, e risponde del proprio modo di lavorare di fronte agli altri associati. La credibilità dell'associazione è la somma del lavoro di chi la compone.

Non-profit

L'associazione è ente senza scopo di lucro. Si finanzia esclusivamente con le quote dei propri associati. Non riceve compensi da compagnie, fornitori o partner commerciali. Questa è la condizione che le permette di parlare in modo libero anche quando i singoli associati, nella loro attività di intermediazione, operano nel sistema provvigionale del mercato italiano.

Il nostro lavoro

L'associazione costruisce, passo per passo, gli strumenti della professione: le linee guida professionali, i criteri di accesso, le occasioni di confronto fra associati, i rapporti con gli interlocutori istituzionali, le posizioni pubbliche su questioni di mercato. È un lavoro paziente, di lungo periodo, in attesa che il riconoscimento arrivi.

Il traguardo è il riconoscimento da parte della legge, con la possibilità di lavorare a parcella per chi sceglie di farlo. Non promettiamo che arrivi presto: dipende da quanto sapremo lavorare bene, e a lungo.

Questa professione si costruisce adesso, con chi sceglie di associarsi.

Associarsi

La professione

Cosa fa il consulente assicurativo indipendente e perché in Italia il suo lavoro non è ancora riconosciuto come una professione.

Il mercato

In Italia ci sono oltre 230.000 intermediari assicurativi iscritti al Registro Unico degli Intermediari. Il registro li divide per tipo, gli agenti in una sezione, i broker in un'altra, i subagenti in un'altra ancora, ma non per il modo di lavorare. Così, nella stessa sezione, chi parte dall'analisi dei rischi del cliente prima di proporre una copertura assicurativa e chi la vende senza alcuna analisi sono rappresentati dalle stesse associazioni e regolati dalle stesse norme. Per il mercato sono uguali.

Cosa fa questa figura

Il consulente assicurativo indipendente parte dalla situazione del cliente e dai rischi che corre, prima ancora del prodotto assicurativo. La copertura è una delle risposte possibili, e non sempre la migliore. Tutte le posizioni dell'associazione sono scritte nel manifesto.

Cosa intendiamo per indipendenza

Per APCAI un intermediario è indipendente per come lavora, non per il numero di mandati che ha o per come viene pagato. Le posizioni dell'associazione sull'indipendenza sono nel manifesto.

Il quadro normativo

Sulla carta la consulenza assicurativa è un'attività distinta dalla vendita di prodotti. Lo prevedono la Direttiva IDD (Direttiva UE 2016/97, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 68/2018) e il Regolamento IVASS 40/2018. Fuori dal perimetro stretto dei prodotti di investimento assicurativi, la legge non riserva a nessuno la parola indipendente come qualifica professionale. APCAI la usa nel suo senso concreto, con piena consapevolezza di questo quadro.

APCAI riunisce gli intermediari che lavorano così.

Associarsi Oppure leggi il manifesto.

Valori e linee guida

I cinque valori sono il codice etico cui gli associati aderiscono al momento dell'iscrizione e in base al quale rispondono del proprio lavoro di fronte agli altri associati.

I cinque valori

Integrità

Operiamo con onestà e senza secondi fini, anche quando il cliente non potrebbe accorgersi del contrario. Non utilizziamo le informazioni che il cliente ci ha affidato in modo che possa nuocere ai suoi interessi. Non promuoviamo prodotti che non riteniamo adeguati al suo caso.

Indipendenza

Le analisi e le proposte che facciamo non rispondono a interessi commerciali di compagnie, mandanti o partner. Rispondono al cliente. L'indipendenza non si misura dal numero di mandati né dalla forma con cui si viene pagati, ma dalla libertà delle analisi e dalla disponibilità a rinunciare a una vendita che non serve.

Competenza

Conosciamo la materia, manteniamo lo studio aggiornato, e lavoriamo solo nei perimetri in cui siamo competenti. Quando un caso richiede competenze che non abbiamo, lo dichiariamo al cliente e ci appoggiamo a colleghi o specialisti.

Trasparenza

Diciamo al cliente da chi siamo pagati, in quale misura, e quali conflitti di interesse esistono nel nostro lavoro. Trattiamo la trasparenza come una scelta professionale, prima ancora che come un obbligo normativo.

Responsabilità

Rispondiamo del nostro lavoro di fronte ai clienti e, da associati, rispondiamo del lavoro dell'associazione di fronte agli altri associati. La credibilità dell'associazione è la somma del lavoro di chi la compone; chi non rispetta i valori esce dall'associazione.

Le linee guida professionali

Sono il documento con cui l'associazione mette per iscritto il modo di lavorare che tiene insieme gli associati: cosa intendiamo per analisi del rischio, come si gestisce il conflitto di interesse nel sistema provvigionale italiano, quali sono i criteri di accesso, quali i doveri reciproci tra associati e i rapporti con il cliente. Chi si associa si impegna a seguirle.

Chi condivide questi valori può chiedere di associarsi.

Associarsi

Associarsi

Chi può associarsi, le quote e come si diventa associati.

Chi può associarsi

Possono associarsi le persone fisiche iscritte al Registro Unico degli Intermediari in sezione A, B o E che si riconoscono nelle linee guida professionali e aderiscono ai cinque valori dell'associazione. APCAI riunisce gli intermediari che mettono la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo, qualunque sia la sezione del RUI e la forma con cui sono pagati. Il numero di mandati e la forma del compenso non sono criteri di accesso.

Si associano le persone fisiche. Le agenzie e gli studi non si associano: possono essere riconosciuti come studi aderenti, alle condizioni descritte dalle linee guida, fermo restando che l'associazione si finanzia solo con le quote delle persone fisiche.

L'associazione guarda in particolare a chi sta cominciando: le fasce Studente e Junior esistono per questo.

Le quote

  • Studentegratuita

    Lo studente universitario di corsi attinenti alla materia assicurativa, al diritto o all'economia, interessato alla professione.

  • Junior60 euro

    L'intermediario con meno di trentacinque anni o iscritto da poco al RUI.

  • Ordinario240 euro

    L'intermediario che esercita e lavora con il metodo descritto nei requisiti.

  • Sostenitoreda 600 euro

    La persona fisica che ha già i requisiti dell'Ordinario e sceglie di versare una quota più alta a sostegno dell'associazione.

Requisiti

Per tutte le fasce servono l'iscrizione al RUI in sezione A, B o E e il riconoscersi nelle linee guida, con adesione ai cinque valori.

Per la fascia Ordinario serve in più la dimostrazione di un metodo strutturato di analisi del rischio, coerente con uno standard riconosciuto come la ISO 31000. Conta il metodo: l'associazione non impone né privilegia alcuno strumento o scuola. Come prova vale, a scelta, una fra:

  • un software dedicato all'analisi del rischio;
  • un processo di lavoro documentato;
  • un esempio anonimo di analisi del rischio già svolta, dalla rilevazione dei rischi fino alla decisione sulla loro gestione.

A studente e junior la dimostrazione del metodo non è richiesta all'ingresso, e vale come impegno ad adottarlo.

Come ci si associa

Si parte dal modulo in fondo alla pagina, lasciando i propri recapiti. Un rappresentante dell'associazione contatta la persona per verificare i requisiti e, quando ci sono, le invia il modulo di ammissione e le coordinate per l'iscrizione.

La domanda è poi valutata da una commissione, secondo una scheda scritta uguale per ogni candidato. Per la fascia Ordinario, e quando serve, è previsto un colloquio conoscitivo. Non è un esame: serve a verificare che il metodo dichiarato corrisponda al lavoro reale. La decisione è collegiale e motivata. A esito positivo si sottoscrivono i cinque valori e le linee guida e si versa la quota della propria fascia. Si entra per i requisiti, non per la quota: la sottoscrizione precede il versamento.

Perché associarsi

Chi si associa entra in una rete di pari e partecipa alla costruzione delle regole e del metodo della professione. Oggi un intermediario che lavora così costruisce da solo i propri strumenti, senza colleghi con cui confrontarsi. Il riconoscimento da parte della legge è un lavoro di lungo periodo, e non promettiamo che arrivi presto.

I documenti

Le regole complete dell'ammissione e le linee guida a cui aderiscono gli associati sono pubbliche.

Candidatura

Lascia i tuoi contatti

Lascia i tuoi recapiti e un rappresentante dell'associazione ti scrive per i passaggi successivi. Se preferisci, puoi scrivere a info@apcai.org.

I tuoi dati servono solo a ricontattarti. Non li cediamo a terzi.

Contatti

I nostri recapiti e i canali per comunicare con noi.

APCAI, Associazione Professionale dei Consulenti Assicurativi Indipendenti.

Scrivere a

info@apcai.org

Stampa e interlocutori istituzionali

Michael Vendemini, vicepresidente, responsabile delle relazioni istituzionali. Scrivere a info@apcai.org.

I canali dell'associazione

La pagina LinkedIn, il gruppo LinkedIn aperto agli intermediari e il Substack.